top of page

Alle origini di Torre del Lago: cosa sorgeva su questo territorio?

  • Immagine del redattore: Duilio Francesconi
    Duilio Francesconi
  • 23 ago
  • Tempo di lettura: 3 min

La chiesa di San Niccolò di Palatino e la storia di una comunità molto più antica di quanto immaginiamo

Da dove nasce Torre del Lago? Cosa sorgeva su questo territorio prima dell'attuale centro abitato e della chiesa di San Giuseppe? Sono alcune delle domande alle quali ha cercato di dare risposta la conferenza “Alle origini di Torre del Lago. Cosa sorgeva su questo territorio? La chiesa di San Niccolò di Palatino: storia e archeologia di una canonica nella Silva Palatina, tenuta giovedì scorso dal professor Gino Fornaciari, in occasione delle celebrazioni per il 250° anniversario della Parrocchia di San Giuseppe. L'incontro ha suscitato grande interesse e ha visto un auditorium gremito di cittadini, a testimonianza della curiosità e dell'attenzione che la comunità di Torre del Lago riserva alla propria storia.



La “Chiesaccia” e una memoria quasi perduta

Per generazioni di torrelaghesi, soprattutto tra gli anziani, esisteva un luogo conosciuto semplicemente come la “Chiesaccia”: i ruderi di un antico edificio situato nei pressi di Torre del Lago, all'interno della proprietà dei duchi Salviati. Attorno a quelle rovine erano nate nel tempo numerose leggende, dalle processioni notturne dei morti fino alla storia di un presunto tesoro sepolto. Quello che invece si era quasi completamente perduto era il vero nome e il significato storico di quel luogo: la chiesa di San Niccolò di Palatino, cioè San Niccolò della Silva Palatina, la foresta appartenente al cosiddetto “palazzo” reale e amministrata dai marchesi di Toscana.

Gli studi storici e archeologici hanno permesso di ricostruire la posizione e la planimetria dell'antico edificio e, soprattutto, di restituirgli un ruolo nella storia del territorio.


Un centro religioso e sociale già a partire dal XII secolo

San Niccolò di Palatino non era una piccola cappella isolata. Si trattava di un'importante chiesa canonicale, affidata a un priore e a un gruppo di canonici, che a partire dal XII secolo rappresentò un centro di culto e di aggregazione per la popolazione del territorio. Una scoperta che permette quindi di guardare alle origini della comunità torrelaghese da una prospettiva diversa: la storia di Torre del Lago non comincia con la costruzione della chiesa di San Giuseppe, ma affonda le proprie radici in un passato molto più lontano. Gli scavi e le ricerche archeologiche hanno inoltre consentito di raccogliere informazioni sulla cosiddetta cultura materiale degli abitanti dell'epoca, attraverso lo studio dei reperti ceramici e metallici, offrendo così nuovi elementi per comprendere lo stile di vita delle persone che abitavano questo territorio molti secoli fa.


Il professor Gino Fornaciari

A guidare il pubblico alla scoperta di questa storia è stato il professor Gino Fornaciari, figura di assoluto rilievo nel panorama della ricerca scientifica internazionale.

Già professore di Storia della Medicina all'Università di Pisa, Fornaciari è considerato uno dei pionieri della paleopatologia, disciplina che studia le malattie del passato attraverso l'analisi dei resti umani. Formatosi in anatomia patologica, ha svolto la propria carriera accademica all'Università di Pisa, dove ha fondato e diretto la Divisione di Paleopatologia e coordinato il sistema museale di medicina storica.

Nel corso di oltre quarant'anni di attività scientifica ha studiato mummie e resti umani provenienti da Europa, Egitto e Americhe, contribuendo all'identificazione di antichi agenti patogeni e allo studio dell'evoluzione delle malattie. Tra le sue ricerche figurano l'identificazione di tracce del virus del vaiolo, dei treponemi associati alla sifilide e del Trypanosoma cruzi in resti antichi, oltre a studi sul DNA di agenti infettivi e sul rapporto tra infezioni e tumori nelle popolazioni storiche. Ha inoltre guidato importanti progetti internazionali, tra cui gli studi paleopatologici sulla famiglia Medici, ed è autore di oltre 700 pubblicazioni scientifiche. Il suo lavoro ha contribuito in maniera significativa all'affermazione della paleopatologia come disciplina capace di mettere in dialogo archeologia, medicina, patologia e biologia molecolare.


Un professore, ma anche un abitante del nostro territorio

C'è però un elemento che rende particolarmente significativo il legame di questa serata con Torre del Lago. Il professor Fornaciari, dopo una lunga carriera accademica a Pisa e una notorietà scientifica internazionale, ha scelto Torre del Lago come luogo in cui vivere con la propria famiglia, dopo essere arrivato qui dalla vicina Viareggio. È quindi anche un abitante del nostro territorio ad averci accompagnato alla scoperta di una parte della sua storia più antica, ed è forse proprio questo il senso più bello di iniziative come quella di giovedì: conoscere il passato non significa soltanto studiare ciò che è stato, ma comprendere meglio i luoghi nei quali viviamo oggi e il percorso attraverso il quale una comunità è arrivata a essere quella che conosciamo.



Commenti


bottom of page